Arretramenti: perché le vecchie torri si restringono salendo
Lo skyline a torta nuziale di New York all'inizio non era uno stile; era una regola sulla luce del sole, tracciata come una pendenza.
Guardate l'Empire State Building o molte torri della sua generazione: il profilo si restringe a gradini, come una pila di scatole ciascuna un po' più piccola di quella sotto. Quei gradini si chiamano arretramenti, e nacquero meno per gusto che per legge. Nel 1915 l'Equitable Building si alzò dritto dal suo lotto nel basso Manhattan e proiettò un'ombra che si dice coprisse quasi sette acri; la città rispose con la Zoning Resolution del 1916.
La norma immaginava un piano inclinato che saliva dal centro della strada. Un edificio poteva salire in verticale fino a un'altezza legata alla larghezza della via, poi doveva arretrare dietro quel piano, ancora e ancora, finché restava solo una torre su un quarto del lotto, libera di crescere senza limiti. Negli anni Venti l'illustratore Hugh Ferriss disegnò quel volume massimo come masse scure, quasi scolpite, e gli architetti cominciarono a trattare i gradini come materia di progetto, non come un vincolo da nascondere. Quando nel 1961 New York riscrisse le regole, scambiando altezza con piazze aperte, il profilo a gradoni cedette il posto a semplici lastre.
Nelle fotografie gli arretramenti si leggono meglio con il sole basso o contro un cielo pallido, quando ogni cornice cattura la sua fascia di luce e la cima della torre diventa una serie di sottili linee orizzontali. Questo ritmo dà a un'immagine di città una spina verticale chiara, con molto cielo libero intorno, un assetto stabile per uno sfondo del desktop. Visti così, i gradini fanno ancora il lavoro per cui furono scritti: lasciare spazio alla luce.
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