Il punto più chiaro: dove va l'occhio per primo
Prima di leggere un'immagine, ne hai già guardato la zona più luminosa.
L'attenzione non parte dal centro dell'inquadratura. Parte dalla cosa più luminosa che vi si trova: uno squarcio di cielo fra due alberi, una striscia di sole distesa sull'acqua, l'unica finestra accesa in una via al buio. Il resto si guarda dopo, e quasi sempre per spiegare ciò che si è visto prima.
Buona parte del mestiere consiste nell'amministrare questo fatto. L'esposizione si regola sulle alte luci, perché sono le prime a svuotarsi, e una zona chiara diventata bianca non offre più nulla a cui l'occhio possa aggrapparsi. Un'inquadratura con due punti ugualmente brillanti risulta inquieta: lo sguardo fa la spola, verificando quale dei due contasse davvero.
Su una scrivania digitale la cosa smette di essere teoria. La parte più chiara di uno sfondo è il punto in cui l'attenzione atterra ogni volta che le finestre si chiudono, e se cade sotto una fila di icone le due litigano sottovoce tutto il giorno. Le immagini che reggono a lungo tengono la luce in basso, o di lato, dove l'occhio passa una volta e poi lascia andare.